[…]Dopo trent’anni di disinteresse per le sorti di un arcipelago che conta tuttora più pecore che abitanti, la stampa inglese gli sta ridedicando ampio spazio. Il cacciatorpediniere Dauntless, che dovrebbe raggiungere le isole nei prossimi giorni, arma un radar avanzatissimo e 48 missili Sea Viper che, secondo una fonte della Marina britannica raccolta dal Daily Telegraph, «possono distruggere tutto quello che vola». Un’altra fonte della Marina ha precisato al quotidiano che la nave «può abbattere i caccia non appena decollano dalle loro basi».
Persino il principe di Galles, duca di Cambridge ed erede al trono d’Inghilterra, William, è dal 2 febbraio nella capitale Port Stanley (Puerto Argentino secondo la denominazione in spagnolo), dove è atterrato dopo un volo di diciotto ore dalla base aerea inglese di Brize Norton. Vi trascorrerà le prossime sei settimane, con il compito di elicotterista, come ha chiarito il quotidiano Sun.
Pennacchi e cannoni, niente male come scenario per ridare nuovo smalto alle ambizioni di potenza post imperiale, e per ricordare al mondo che, al Regno Unito non è mai venuta meno la capacità di proiettare con successo la propria potenza militare, anche ad enormi distanze dalla madrepatria. Insomma, sembrerebbe davvero una “Perfida Albione” di nome e di fatto.
Intanto per non abbassare la guardia, i giornali titolano: “Falkland, terra inglese di fuoco e di tensione”; “Regno Unito contro Argentina?”; “Oggi come ieri?” Sicuramente sono ispirati dalle dichiarazioni della Rockhopper Exploration, compagnia petrolifera britannica, che ha annunciato un investimento di oltre due miliardi di dollari per un progetto di estrazione del greggio al largo delle coste delle Falkland-Malvinas. Siccome dalle prime stime risulta che potrebbero essere pompati, 120 mila di barili al giorno, s’è scatenata di nuovo la disputa per il controllo dell’arcipelago.
Si sono mossi per primi il Brasile, l’Uruguay, il Paraguay e naturalmente l’Argentina, avvertendo che chiuderanno i propri porti alle navi battenti la bandiera di Puerto Argentino. E, a cascata, si è aggiunto il resto dell’America Latina e dei Caraibi che, (come da nota ufficiale diramata sabato scorso al vertice dell’ALBA) vede Venezuela, Nicaragua, Ecuador, Bolivia, Cuba, Repubblica Dominicana, Isole Grenadine, San Vicente, Antigua e Barbuda schierate al fianco di Buenos Aires nell’impedire il transito delle imbarcazioni battenti bandiera delle Malvinas, definita “bandiera illegale”.
A Buenos Aires si sono moltiplicate le dimostrazioni anti-britanniche con tanto di bandiere dell’Union Jack date alle fiamme dinnanzi all’ambasciata del Regno Unito. La stessa presidente argentina, Kristina Kirchner, non è andata di certo per il sottile quando ha dichiarato che «Il Regno Unito è membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ma non rispetta una sola delle disposizioni» e ha aggiunto che «si stanno portando via le nostre risorse petrolifere e ittiche. E quando avranno bisogno di nuove e maggiori risorse, forti come sono, andranno a prendersele dove e come vogliono».
Le ha replicato sul giornale lord West, ex primo ammiraglio e veterano delle Falkland, confermando al Daily Telegraph che se gli argentini «facessero follie, il Dauntless stando appena un po’ al largo dalla base aerea sull’isola gli potrebbe abbattere tutti i caccia; e quindi, la nostra capacità di fuoco dovrebbe servire a far riflettere Buenos Aires», ha concluso il Lord.[…]
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Riappare la perfida Albione (via superfuji) Non c’è cosa che odi di più negli articoli in internet di non poter scrivere commenti. Internet senza interazione è una cosa inaudita. Comunque dato che non posso scriverlo a fondo dell’articolo in questione, lo dico a quei quindici di voi che mi seguono e che forse leggeranno. L’effetto più disastroso della guerra dell’82 per le Malvinas, non è solitamente ricordato. La “mitica” lady di ferro dopo aver in pochi anni distrutto il sistema sociale inglese, l’industria inglese e tutto quello di buono che esisteva in Inghilterra, come pochi ricordano, era data sicuramente spacciata nei sondaggi per una rielezione. La vittoria di quella guerra corrispose alla vittoria elettorale. Non posso pensare ad evento più triste. |
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